Conosci il tuo nemico

 

di ARIANNA BOVE

Come suggerisce il titolo, Marketing is Violence: A user guide di Marianna Cage (Not So Noble Books, 2012) non parla della violenza nel marketing e nella pubblicita’ (argomento gia’ molto trattato da moralisti di vario stampo), ma proprio dell’attivita’ di marketing come forma di violenza, quindi della violenza non nel contenuto ma nella pratica e negli effetti dell’attivita’. E questo lo fa in vari modi: innanzitutto Cage vede il marketing come l’espressione dello stato schizofrenico dell’azienda, cioe’ di uno split nella sua personalita’. La corporation gode di uno stato legale di ‘persona naturale’, cittadino con diritti, e Cage estende il ragionamento e guarda alla corporation come persona il cui carattere si espleta nelle sue forme di marketing, nel come si vende, si maschera e si mostra, creando e nascondendo una serie di conflitti: con una dose di ironia, con quest’analogia Cage ci ricorda che nell’organizzazione interna dell’azienda, il settore marketing occupa una posizione di contraddizione che da’ vita a frustrazioni che risultano in aggressivita’.

Cage poi guarda al discorso dei consulenti accademici, cioe’ dei vari ricercatori che creano la cosiddetta scienza o pseudo-scienza del marketing, per mostrare come la sua violenza e’ una forma di aggressione controllata e premeditata. Particolarmente forti sono i riferimenti alle tecniche della tortura psicologica, e alla realta’ della violenza domestica. Cage ci espone alla ricerca della ‘scienza del marketing’ sulla paura, lo shock, e la minaccia, riportando i ritrovati su sperimentazioni in cui si misura esplicitamente il grado ottimale di aggressione che produce il massimo livello di attenzione e ricettivita’ al messaggio pubblicitario, e gli esempi di questi tentativi di scientifizzare la massimizzazione di violenti intervenzionismi sull’affettivita’ purtroppo non mancano.

Su queste premesse, poi ci offre una colorata serie di tipologie del ‘marketer’, e accompagna ogni tipologia con un case study: dal marketer molestatore, stalker, torturatore, colonizzatore, jihadista, ‘wife-beater’, flasher e cosi via. Le vignette sono tragicomiche e mostrano i modi in cui il marketer ci violenta consapevolmente nella nostra vita quotidiana. Per fortuna, Cage conclude con una serie di consigli per la resistere alla violenza, dal rifiuto, all’over-identificazione, al piacere contro il desiderio, fino alla giusta politicizzazione della violenza stessa.

Un libro interessante, con un messaggio importante: il linguaggio e la pratica del marketing si avvale di tutta la terminologia della strategia della guerra, ma cio’ che in genere si associa a una guerra tra aziende in competizione nel mercato Cage qui rivela veramente per quello che e’ : una guerra contro il corpo sociale, perche’ il nemico del marketer e’ proprio il consumatore, che, ad ogni costo, deve catturare e render schiavo. La user guide e’ mirata a chi vuole resistere questa cattura e schiavitu’.

Conosci il tuo nemico.

 

 

 

Comments are closed.