Occupy Sandy

 

di ALLISON KILKENNY

L’uragano Sandy, la super tempesta senza precedenti che ha devastato i Caraibi e la costa orientale degli Stati Uniti, ha distrutto vaste aree di New York e ha ucciso 109 persone nei soli Stati Uniti. Oltre a sperimentare traumi e shock, i residenti ora esprimono frustrazione sul ritardo degli aiuti federali e l’assistenza di altre agenzie umanitarie come la Croce Rossa. Vincent Ignizio, consigliere comunale di New York del Distretto 51 di Staten Island, accusa che la carenza di benzina ha danneggiato gli sforzi di soccorso. Cinque lunghe ore di attese per la benzina hanno portato i cittadini a limitare i loro spostamenti, e hanno ostacolato gli aiuti, secondo Ignizio. ”Le persone che volevano fare volontariato … erano ostacolate a farlo”, ha detto.

E mentre il Dipartimento della Difesa ha recentemente inviato 24 milioni di litri di carburante per la regione, molti cittadini non hanno visto i militari, o la Croce Rossa, da quando la tempesta ha colpito. Mentre gli addetti della FEMA (Agenzia federale per la gestione delle emergenze) sono stati avvistati di recente a Staten Island, altri cittadini hanno ricevuto aiuto da una fonte completamente indipendente: Occupy Wall Street.

Anche se numerosi necrologi sono stati scritti su Occupy, il movimento ha registrato un picco di attività in seguito a Sandy. Occupy Sandy, come l’impegno è stato battezzato,  è sorta rapidamente a seguito della tempesta, creando centri locali  per distribuire acqua, cibo e aiuti, formando gruppi per aiutare le comunità pompando acqua fuori dalle case e ripulendo le enormi quantità di macerie lasciate dalla scia di Sandy. Centri di distribuzione e di volontariato si trovano ora in Sunset Park, Astoria, Brighton Beach, DUMBO, East Village, Lower East Side, Jersey City, Red Hook, Rockaway e Staten Island.

Mentre gli aiuti federali spesso possono richiedere settimane, a volte mesi, per raggiungere i cittadini, Occupy è stato uno dei pochi gruppi locali in grado di mobilitarsi rapidamente per aiutare le vittime. L’organizzazione di volontari e di rifornimenti non è un compito da poco, ma Occupy Sandy è stata in grado di produrre una grande quantità di aiuti. Domenica, Michael Premo, uno dei volontari, ha stimato che lo sforzo di mobilitazione comprende 2.500 volontari, 15.000 pasti e 120 spedizioni di rifornimenti inviati ai siti di soccorso.

Comprensibilmente, i residenti erano estremamente grati di ricevere qualsiasi aiuto potessero ottenere, ma le comunità distrutte dalla tempesta non erano gli unici beneficiari felici di vedere i talvolta criminalizzati occupanti. In un momento davvero bizzarro (soprattutto per gli osservatori della violenta repressione di Occupy da parte della polizia durante il suo periodo a Zuccotti), i funzionari della FEMA e della polizia di New York erano uniti nel canto “Siamo imbattibili, un altro mondo è possibile”, con i volontari di Occupy Sandy che li aiutavano a Far Rockaway.

Lopi LaRoe, una volontaria di Occupy Sandy impegnata negli aiuti a Far Rockaway e Staten Island, ha descritto la scena all’indomani della tempesta come di totale devastazione. ”È tutto falcidiato e davvero violento da vedere”, ha detto LaRoe. “C’è una parte enorme dell’area che è letteralmente bruciata e distrutta.”

LaRoe, che ha detto di non aver visto un solo operatore della Croce Rossa durante la sua attività di volontaria, ha descritto come un rimedio l’animato community center che si è sviluppato in seguito. La denuncia della Croce Rossa non è un’anomalia. Sia i volontari che le vittime della tempesta si sono lamentati della mancanza delle familiari croci rosse, e avevano l’abitudine di parlare della Croce Rossa come di un fantasma. “Ho sentito dire che sono a Staten Island, ma non li ho ancora visti …“.

La Croce Rossa ha risposto a un’inchiesta della stampa sulle sue attività di aiuto, indicando che l’organizzazione ha aiutato la gente in “dieci Stati, il Distretto di Columbia e Porto Rico colpiti da Sandy,” e ha servito più di 481.000 pasti, più di 12.000 servizi sanitari e contatti di supporto emotivo, distribuito oltre 33.000 oggetti di prima necessità, e tutti i veicoli della Croce Rossa –  “più di 320 in totale” – sono stati attivati per distribuire pasti, acqua e generi di soccorso.

Ma è chiaro che vi è stata un’interruzione e/o inefficienza nella diffusione dei servizi e degli operatori umanitari. Volontari dal basso e residenti di New York hanno lamentato la mancanza di addetti  della Croce Rossa, e altre agenzie umanitarie, sul campo.

LaRoe ha detto di aver visto un veicolo militare, i Vigili del fuoco e gli agenti di polizia, ma soprattutto una capacità di controllo di massa, vale a dire, la guardia delle stazioni di rifornimento durante le dolorosamente lunghe attese. Per quanto, C.S. Muncy, un fotoreporter indipendente, ha messo in discussione come sono andati gli eventi, quando ha fatto un servizio andando in giro con la Guardia Nazionale il Venerdì a Long Beach, dove stavano distribuendo cibo e acqua, tirando fuori le auto dalla sabbia, aiutando la pulizia dei detriti e il pattugliamento contro i saccheggiatori.

Nel frattempo, Occupy continuava responsabilmente ad aiutare le comunità devastate dalla tempesta.

“La gente si è occupata delle donazioni, di nutrire gli affamati, i residenti si sono messi in fila per ottenere le cose di cui avevano bisogno”, ha detto LaRoe, aggiungendo che i residenti sembravano grati e sollevati dal fatto che ci fosse qualcuno disposto ad aiutarli.

“La gente è traumatizzata là fuori. Hanno passato momenti davvero difficili. Hanno perso le loro case, alcuni di loro hanno perso familiari e animali domestici, sono davvero turbati, e vogliono raccontare le loro storie. L’aiuto che davamo era in gran parte un aiuto materiale, ma ora ci stiamo muovendo per sostenere i traumi, e per creare luoghi dove le persone possano raccontare le loro storie”.

A Far Rockaway le squadre hanno anche aiutato le persone a pompare fuori l’acqua dai loro scantinati. La volontaria Sofía Gallisá Muriente si è impegnata nei soccorsi a Rockaway per tutta la settimana, e descrive un mondo – come nella New York pre-tempesta – diviso per classe. Alcune zone sono state in grado di risollevarsi lentamente assumendo addetti per pulire via i rifiuti e pompare fuori l’acqua dagli scantinati, ma i loro vicini poveri hanno dovuto fare affidamento sul solo aiuto materiale di gruppi come Occupy Sandy.

“C’è una chiara ripartizione della ricchezza. C’è una reale separazione della ricchezza tra le grandi case estive e le aree più povere dell’edilizia popolare”, ha detto Muriente. “Nelle aree più ricche, le persone sono state in grado di assumere chi venisse a pompare fuori l’acqua dalla loro cantina, rimuovere i detriti, rimuovere gli alberi dalle strade e tagliarli, mentre nelle zone più povere, quello che si vede sono le persone che cercano di pulire le proprie case, ma senza accesso ad acqua pulita e prodotti per la pulizia. Alcuni di loro hanno perso un sacco di cose, soprattutto nei basements, e la gente che vive nei basements ha perso tutto”.

Iwan Baan, un fotografo olandese che ha scattato la fotografia ormai simbolo della Manhattan post-Sandy per il New York magazine, riecheggia questi sentimenti quando descrive l’immagine. “È stato l’unico modo per dimostrare che New York era quasi due città”, ha detto Baan. “Una era quasi come un paese del terzo mondo in cui tutto stava cominciando a scarseggiare. Tutto era complicato. E poi l’altra, una completamente vibrante, viva New York”. Baan continua: “Quello che mi ha colpito è che se si guarda l’immagine a sinistra, si vede il Goldman Sachs Building e il nuovo World Trade Center. Questi due edifici sono illuminati. E poi il resto di New York sembra letteralmente in una sorta di impotenza. In un certo senso, mostra anche cosa non va nel paese in questo momento”.

Nei grandi complessi di edilizia popolare, la mancanza di elettricità significa ascensori che non funzionano e inquilini che non hanno accesso ad acqua pulita, quindi ci sono molte persone – soprattutto anziani – intrappolati all’interno delle loro case. Altri, Muriente ha aggiunto, hanno paura di lasciare i loro appartamenti a causa del timore dei saccheggiatori e/o della confusione su dove andare a cercare aiuto.

Come LaRoe, Muriente non ha visto alcun operatore della Croce Rossa, o qualsiasi altro aiuto al di fuori di Occupy Sandy, nelle zone di Rockaway dove lei è stata. “Un sacco di persone ci hanno detto chiaramente che siamo gli unici a dargli una mano”, ha detto Muriente. “Dicono che non hanno ricevuto alcun aiuto dalla FEMA o dalla Croce Rossa. Non ho visto la Croce Rossa. Ho visto la Guardia Nazionale, ma non ho visto nulla della loro distribuzione. Ho appena visto il loro pattugliamento, e i soli rifornimenti che ho visto della Guardia Nazionale sono le cose che hanno dato a noi. Due notti fa, ci hanno fermato e ci hanno dato un camion pieno d’acqua e pasti, cosa che in realtà ci ha sorpreso, perché vuol dire che riconoscono che abbiamo tutto sotto controllo in modo più efficiente di loro. Legittima tutto ciò che stiamo facendo”.

Diego Ibanez, un volontario di Occupy Sandy, ha confermato la versione di Muriente degli eventi. “La Guardia Nazionale è venuta da noi e ha detto ‘voi ragazzi siete più organizzati di noi’. Ci stanno dando roba da distribuire. Abbiamo creato oltre sei centri. Ogni venti isolati, abbiamo un nuovo posto che cerca di entrare in contatto con la comunità. Noi non siamo la Croce Rossa. Non siamo la FEMA, quindi è diverso. È di base. È stile guerriglia. È un altro tipo di lotta, ma ci stiamo provando”, ha detto Ibanez.

Muriente ha anche riferito di aver visto il pattugliamento dei quartieri della Homeland Security (Dipartimento di Sicurezza Interna), e mi ha detto di aver visto il personale armato della Homeland Security in tenuta militare, giubbotti antiproiettile e in possesso di lunghi fucili, che si avvicinavano  a tre giovani neri in mezzo al buio a Rockaway mentre camminavano per la strada. “In sostanza hanno fatto una perquisizione improvvisa nel bel mezzo del black-out, gli hanno fatto mettere le mani in alto, li hanno fatti mettere a terra, tirando fuori dalle loro tasche le torce elettriche; e quando li abbiamo avuti di fronte a questo proposito gli agenti hanno sostenuto che c’erano stati saccheggi”, ha detto. “Questa è l’unica volta in tutto il giorno che ho visto un funzionario del governo al di fuori di un veicolo”.

Muriente ha aggiunto che Medici Senza Frontiere sono andati dai funzionari comunali a offrire la loro esperienza, e gli è stato risposto che non erano necessari, allora sono andati a Occupy Sandy, che li ha messi in contatto con la Rockaway Youth Task Force e con i volontari sul campo in modo da poter andare di porta in porta a offrire la loro assistenza.

“L’altro giorno, ho avuto circa cinque funzionari della città di diversi servizi di emergenza a prendere appunti e farmi domande. Era irreale che stavo dicendo loro quello che stava succedendo là fuori. Era completamente ridicolo che non avevano idea di dove ciò era, ciò che era stato fatto, dove potevano andare, chi stava dando aiuto. Sono completamente persi”, ha detto Muriente.

LaRoe, che è stata in Occupy Wall Street dopo l’inizio del movimento, ha descritto quello che sta succedendo ora con i soccorsi di Occupy Sandy come “l’opposto di una fuga di cervelli”. “Tutti i migliori organizzatori di tutto il paese sono venuti a New York City [per Occupy], e molti di loro sono rimasti dallo scorso autunno, ora abbiamo tutte queste capacità e questa grande rete, è come Occupy 2.0″, ha detto. “Siamo in grado di utilizzare tutte le abilità che abbiamo imparato l’anno scorso e usarle qui in modo sorprendente. Per me, è come il raggiungimento della maggiore età di Occupy”.

LaRoe vede lo sforzo di Occupy Sandy estendersi oltre i soccorsi dopo l’uragano, e ritiene che questo modello potrebbe portare alla creazione di community center al fine di dare più potere alle persone a livello locale, permettendo loro di risolvere i problemi come la mancanza di prodotti freschi a prezzi accessibili nelle zone povere.

“Speriamo di creare centri sostenibili dove le persone della comunità possano apprendere competenze”, ha detto LaRoe, aggiungendo che Occupy non vuole diventare una unità di pronto soccorso, dove “aiuto” è strettamente definito come distribuire bottiglie di acqua e cibo preconfezionato ogni volta che una super tempesta colpisce. “Questo è poco efficace”, ha detto LaRoe. “Vogliamo aiutare le persone a lavorare all’interno delle loro comunità per risolvere i problemi che gli stanno di fronte”.

Detto in altro modo: Occupy crede che ciò che è necessario dopo Sandy è la solidarietà, non la carità. La carità implica qualcosa di superficiale, una soluzione-cerotto a breve termine quando ciò che è veramente necessario è un serio impegno a lungo termine per unire le comunità, non solo durante il mese di frenesia causato da un disastro, ma per tutto il tempo così da sviluppare soluzioni che funzionino per tutti invece che solo per l’1%.

* Pubblicato su “The Nation”. Traduzione di Vincenzo Boccanfuso.

 

 

 

Comments are closed.