Argomento: Media
 

La fine del governo dei media, l’inizio di un mondo nuovo

di COLLETTIVO UNINOMADE

“Un giornale è un giornale è un giornale”. Parafrasando Gertrude Stein (“una rosa è una rosa è una rosa”) Luigi Pintor dedicò questo pensiero al mezzo che usava nel suo lavoro e al mestiere che faceva. E aggiunse: “A mezzogiorno con il giornale si possono avvolgere le patate”. A dire di come potesse essere eminentemente politico solo il ruolo di quel giornalista che ha il senso della transitorietà di ciò che fa e che ha ben presente la differenza tra informazione e propaganda. Cioè riconosce il senso vero e coerente dello strumento che maneggia.

L’elogio reazionario della rude razza pagana

di BENEDETTO VECCHI

Non è mai troppo tardi. É la frase che si è fatta strada mentre il click del mouse cercava di rintracciare notizie su quanto accadeva al corteo e poi al presidio degli operai dell’Alcoa.

Murdoch, Berlusconi, il crollo di due imperi mediatici e la moltitudine in rete

di GIORGIO GRIZIOTTI

La caduta nel giro di pochi mesi dei due Rais mediatici più simbolici e politicamente influenti d’una  fase trentennale al crepuscolo mi è sembrata una coincidenza significativa e felice.

Isolare i Violanti

di GIGI ROGGERO

Lo abbiamo chiamato da tempo il Partito di Repubblica, e non sbagliavamo. Ma attenzione, non si tratta di un nuovo partito, bensì di un partito nuovo, capace di interpretare la crisi irreversibile della rappresentanza e l’esaurimento definitivo proprio della forma-partito.