Editoriali
 

La fine del governo dei media, l’inizio di un mondo nuovo

di COLLETTIVO UNINOMADE

“Un giornale è un giornale è un giornale”. Parafrasando Gertrude Stein (“una rosa è una rosa è una rosa”) Luigi Pintor dedicò questo pensiero al mezzo che usava nel suo lavoro e al mestiere che faceva. E aggiunse: “A mezzogiorno con il giornale si possono avvolgere le patate”. A dire di come potesse essere eminentemente politico solo il ruolo di quel giornalista che ha il senso della transitorietà di ciò che fa e che ha ben presente la differenza tra informazione e propaganda. Cioè riconosce il senso vero e coerente dello strumento che maneggia.

La logistica delle lotte

[English]

di COLLETTIVO UNINOMADE

La logistica è oggi centrale non solo per i processi di accumulazione del capitale, ma innanzitutto per la possibilità di rottura e sovversione. Tra i due aspetti non vi è nessuna specularità oggettiva: sono state infatti le lotte dei lavoratori, quasi tutti migranti, a imporre questa centralità. Sulla base dei picchetti, dei blocchi selvaggi e delle vittorie degli ultimi mesi e anni è stato convocato per venerdì 22 marzo uno sciopero generale del settore. Essendo interni a questi processi di lotta e tentativi di organizzazione autonoma, dal punto di vista della produzione di discorso politico e della concreta partecipazione ai conflitti, proponiamo un contributo collettivo in vista del 22 marzo e apriamo uno spazio di riflessione e approfondimento.

Dentro l’ingovernabilità, verso la rottura

di COLLETTIVO UNINOMADE

1. L’approssimarsi delle elezioni, lungi dal mobilitare le nostre passioni, impone una riflessione da situare nella fragilità degli “inneschi” soggettivi che potrebbero fare della crisi un campo di pratiche contro-costituenti.

Insistiamo: la critica della costituzione è necessaria

di COLLETTIVO UNINOMADE

Quando diciamo che la Costituzione del 1948 è esangue e non restaurabile, ci trattano da nemici della patria. Recitate un De Profundis non solo di quella Carta ma della democrazia, ci ripetono. Davvero? Non sarà invece che proprio attorno al ripetersi di quelle difese (ormai puramente ideologiche) si consuma quel po’ di democrazia che resta in Italia?

La lotta per la pace e la violenza della crisi

di COLLETTIVO UNINOMADE

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0. La crisi si approfondisce, accelera, blocca l’orizzonte e allo stesso tempo cambia continuamente i quadri di riferimento. É ormai chiaro a tutti che, nonostante i disperati tentativi di rassicurazione dei vari attori della governance, vie di uscita non se ne vedono.

The Struggle for Peace and the Violence of the Crisis

by UNINOMADE COLLECTIVE

0. The crisis deepens, accelerates, clutters the horizon and, at the same time, continually changes any frame of reference. It is now clear to all that, despite desperate attempts to reassure us by various actors of governance, exit strategies are nowhere to be found.

Viva la costituente!

di COLLETTIVO UNINOMADE

Liberare il campo. Questo è il problema che abbiamo posto e ci poniamo dentro il movimento italiano (ma in una prospettiva che guarda immediatamente al Mediterraneo e all’Europa), di fronte all’interrogativo su cui con insistenza è necessario arrovellarsi: perché non c’è stato in Italia l’insorgere di una composizione che di Occupy, degli indignados o delle “primavere arabe” non ripeta pappagallescamente slogan e simboli, ma ne traduca e dunque crei in forma specifica la potenza politica e di generalizzazione?

La costituzione del comune

di COLLETTIVO UNINOMADE

0. La Costituzione va difesa o liquidata? Come sempre quando si parla di cose concrete ci si capisce meglio, ne abbiamo avuto un ennesimo esempio nell’ultimo mese. Così a Taranto, ad esempio, che si ritenga la repubblica fondata sul lavoro oppure sulla libertà di impresa, tutti insieme – dalla famiglia Riva alla sempre più ristretta famiglia Vendola, dai sindacati (davvero tutti, nessuno escluso) all’ineffabile ministro Clini, dal partito dell’austerità a quello di Repubblica – sono appassionatamente d’accordo: nessuno tocchi la fabbrica della morte.

Geopolitica delle lotte

di COLLETTIVO UNINOMADE

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1. La frattura dello spazio europeo. Tutti in cerca della exit strategy. Il ritmo delle trasformazioni si accelera, e, allo stesso tempo, rompe qualsiasi linearità: la governance finanziaria appare sempre più un complesso di dispositivi frammentati, di tentativi di stabilizzazione che puntualmente finiscono per riaffermare la turbolenza costitutiva della crisi. 

Mücadelenin Jeopolitiği

UNINOMADE KOLEKTIFI 

Geopolítica de las luchas

por COLLETTIVO UNINOMADE

The Geopolitics of Struggle

by UNINOMADE COLLECTIVE

Per uno stile di militanza

di COLLETTIVO UNINOMADE

La natura a suo modo costituente dell’azione del capitale finanziario si sta dispiegando completamente: in quanto sussume industria, servizi e lavoro sociale in generale, dà ormai prova di essere immediatamente politica.

Il divenire comune della lotta No Tav

di COLLETTIVO UNINOMADE

I movimenti reali apprendono in fretta, riconfigurano il proprio campo d’azione, approfondiscono e riformulano le proprie ragioni. In questa settimana per certi versi drammatica è quanto il movimento No Tav sta facendo.

Riprendiamoci l’Europa!

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di COLLETTIVO UNINOMADE

1. Non c’era bisogno delle parole di Mario Draghi per capire che la crisi ha ormai raggiunto in Europa una soglia di irreversibilità. Crisi di «dimensioni sistemiche», aveva detto Jean-Claude Trichet un paio di mesi fa.